In breve
La GEO è il lavoro per aumentare le probabilità di comparire nelle risposte delle AI, e nessuno può garantire una citazione.
Per Google restano valide le basi della SEO: non servono file o marcature speciali.
Prima si misura: senza un controllo iniziale non puoi sapere se quello che fai sta funzionando.
Un cliente chiede a ChatGPT quale commercialista scegliere nella sua città e riceve tre nomi. Se il tuo non c'è, quella persona potrebbe non visitare mai il tuo sito. La GEO, o Generative Engine Optimization, nasce da qui: è il lavoro su sito e contenuti che aumenta le probabilità di comparire in queste risposte. Molti ne parlano come di una disciplina tutta nuova, ma le fonti ufficiali raccontano una storia più semplice.
Anche noi abbiamo un interesse in gioco. StrateCo, il nostro prodotto, è un programma basato sull'intelligenza artificiale con cui un'azienda può affidare il marketing a un team di agenti, anche senza esperienza. Tra le sue analisi ce n'è una che misura la presenza di un marchio nelle risposte delle AI: la trovi più avanti, insieme ai suoi limiti.
Come fanno le AI a citare un'azienda
Semplificando, una risposta può nascere in due modi:
Da quello che il modello ha imparato. L'AI risponde con le conoscenze acquisite durante l'addestramento. Questa parte cambia lentamente e non puoi intervenire direttamente.
Da una ricerca sul web. L'AI cerca pagine aggiornate e costruisce la risposta a partire da quelle, spesso con le fonti. Qui il tuo sito può incidere più in fretta, se può essere letto.
Per questo un'azienda ben posizionata può comparire quando l'AI cerca sul web e restare assente quando risponde a memoria. Vale anche il contrario: un marchio storico può essere noto al modello pur avendo un sito vecchio.
GEO e SEO: cosa cambia
SEO | GEO | |
|---|---|---|
Dove vuoi comparire | Nei risultati di Google | Nelle risposte delle AI |
Cosa ottieni | Un link da cliccare | Una menzione, a volte con link |
Cosa misuri | Posizioni e visite | Presenza del nome e fonti citate |
Cosa hanno in comune | Sito leggibile e contenuti utili | Sito leggibile e contenuti utili |
La guida ufficiale di Google è molto chiara sulle sue funzioni AI, cioè AI Overview e AI Mode: si applicano le stesse pratiche di base della SEO. La pagina deve essere indicizzata e poter comparire nella Ricerca con uno snippet. Quella guida però parla solo di Google. ChatGPT e Perplexity seguono regole proprie.
Cosa fare, in sei passaggi
1. Parti da una misura
Scrivi 10-15 domande che farebbe un tuo cliente, senza nominarti: «Quale software gestionale per un'officina?», «Dove trovo un dentista per bambini a Padova?». Provale su più AI e segna chi viene nominato. Ripeti il giro, perché le risposte possono cambiare da una volta all'altra.
2. Controlla che il sito si possa leggere
Ogni servizio ha i suoi programmi che visitano i siti, e puoi autorizzarli uno per uno nel file robots.txt. Bloccare l'addestramento non significa per forza uscire dalla ricerca.
Programma | Di chi è | A cosa serve | Se lo blocchi |
|---|---|---|---|
OAI-SearchBot | OpenAI | Risultati di ricerca in ChatGPT | Le risposte di ricerca non mostrano il sito |
GPTBot | OpenAI | Addestramento dei modelli | Il sito non va usato per l'addestramento |
PerplexityBot | Perplexity | Trovare e collegare siti nei risultati | Può uscire dai risultati di Perplexity |
Googlebot | Ricerca, comprese le funzioni AI | Esci anche dalla Ricerca |
OpenAI indica che può servire circa un giorno prima che una modifica venga recepita, e Perplexity dà tempi simili. Controlla anche eventuali protezioni del tuo fornitore di hosting: possono bloccare questi programmi anche quando il file li autorizza.
3. Scrivi ciò che gli altri non possono copiare
Google chiede contenuti utili e non intercambiabili con mille altri. Per un'azienda significa prezzi reali, casi concreti, foto del lavoro, procedure e risposte alle domande che senti ogni settimana. Una pagina riscritta da altre dieci aggiunge poco, a una persona come a un'AI.
4. Metti dati e fonti
Lo studio che ha dato il nome alla GEO, presentato alla conferenza KDD 2024, ha provato varie modifiche ai testi. Citare fonti, aggiungere citazioni e inserire statistiche hanno aumentato la visibilità di circa il 30-40% su una delle due misure usate. Riempire il testo di parole chiave non ha funzionato. Inoltre chi partiva da posizioni basse ha guadagnato di più, mentre il primo risultato ha perso visibilità. Attenzione però: è un esperimento su testi modificati dai ricercatori, e gli effetti variano da settore a settore. Non è una promessa per il tuo sito.
5. Spiega chi sei senza giri di parole
Questo è un nostro consiglio, non una regola delle piattaforme. Scrivi in modo esplicito cosa fai, per chi e dove. «Soluzioni innovative a 360 gradi» non aiuta nessuno, mentre «Riparo caldaie a Bergamo e provincia, anche nel weekend» è una frase che persone e AI capiscono al primo colpo. Usa le stesse informazioni su sito, scheda Google e profili social.
6. Fatti nominare per motivi veri
Google avverte che andare a caccia di menzioni artificiali serve meno di quanto sembri. Sono più solide le recensioni dei clienti, gli articoli della stampa locale, le associazioni di categoria e le collaborazioni reali. Portano valore anche se un'AI non le legge mai.
Cosa puoi ignorare
Il file llms.txt, se pensi a Google. Google ha dichiarato che non lo usa.
Marcature speciali per l'AI. Per comparire nelle funzioni AI di Google non sono richieste.
Testi spezzati in mille frammenti. Google dice che non serve. Scrivi pensando a chi legge.
Pagine create in massa per ogni domanda possibile. Google le considera una violazione delle sue regole sullo spam quando servono a manipolare le risposte.
Chi promette la citazione garantita. Nessuno controlla ciò che risponderà un'AI.
Come misurare i risultati
Scegli alcune domande fisse e ripetile una volta al mese sulle stesse AI, annotando chi viene nominato e con quali fonti. Per Google puoi aggiungere il report dedicato alle funzioni AI in Search Console. Non aspettarti un numero preciso come per le visite: le risposte cambiano da una persona all'altra, quindi conta la tendenza su più mesi.
Come ti aiuta Enrico
In StrateCo, Enrico si occupa della SEO e ha un'analisi chiamata «Sei visibile nelle AI?». Gli indichi marchio, settore e concorrenti, e lui interroga ChatGPT, Claude, Gemini, Grok e Perplexity con domande che ti nominano e domande che non ti nominano. Misura sia la risposta a memoria sia quella con ricerca sul web, tranne per Perplexity, che cerca sempre.
Ricevi un punteggio da 0 a 100, il dettaglio per ogni AI, il confronto con i concorrenti, i nomi che compaiono al posto del tuo e una breve diagnosi. Dallo stesso modulo puoi controllare anche le AI Overview di Google.
L'analisi fotografa un momento e, da sola, non cambia nulla sul sito. Non rientra tra i primi lavori gratis: si paga in crediti e il costo è indicato prima di avviarla. Se il punteggio è basso, puoi chiedere a Enrico di migliorare le pagine esistenti o di preparare nuovi articoli, ma nessuno può garantirti che le AI inizieranno a citarti.
Scopri con Enrico se le AI ti citano
Da dove iniziare questa settimana
Scrivi le 10-15 domande dei tuoi clienti e annota chi viene nominato oggi.
Controlla il file robots.txt, oppure chiedi a chi segue il sito di farlo.
Verifica in Search Console che le pagine importanti siano indicizzate.
Riscrivi la pagina principale dicendo chiaramente cosa fai, per chi e dove.
Aggiungi una pagina con prezzi, casi o dati che soltanto tu puoi dare.
Sono interventi utili anche per i clienti che arrivano da Google, quindi non rischi di lavorare solo per un'AI. Per capire da dove cominciare sul tuo sito, inserisci l'indirizzo: i primi lavori e il piano d'azione sono gratis, la carta non serve e ricevi 1.000 crediti. I piani a pagamento partono da 49 € al mese.
Prova StrateCo gratis: inserisci il tuo sito
Ultimo aggiornamento: novembre 2026. StrateCo è il nostro prodotto, quindi siamo parte in causa quando ne parliamo. Fonti consultate: la guida di Google alle funzioni AI, le pagine di OpenAI e Perplexity sui programmi che visitano i siti e lo studio sulla GEO. Regole e servizi possono cambiare. Foto di copertina: Zulfugar Karimov su Unsplash.

